TOP GUN MAVERICK di Joseph Kosinski

SULLE ALI DELLA NOSTALGIA

Difficile immaginare per chi non ha vissuto negli anni ottanta l’immenso successo di Top Gun di Tony Scott all’epoca soprattutto per il pubblico giovane di allora. Top Gun era un film che parlava infatti di un gruppo di ragazzi, di giovani piloti e i loro sogni, delle loro ambizioni, delle loro paure, delle loro rivalità, della loro ambizione. Amicizia, competizione, amore, senso del dovere, paura del fallimento, eroismo ed un’energia folle erano gli ingredienti che avevano nutrito questo film, diventato culto con il tempo ma che già allora, subito, aveva scatenato l’entusiasmo generale e fatto di Tom Cruise all’epoca 24enne, una star a livello mondiale, trasformandolo inoltre in un vero idolo per tutte le ragazzine di quei lontani anni 80. Indimenticabile, accanto a lui, un altro attore straordinario, 27 enne all’epoca, Val Kilmer nel ruolo dell’antagonista Icemann-Ice di Tom Cruise-Maverick. Stando ai retroscena della produzione di Top Gun, fu proprio Tom Cruise che volle Val Kilmer nel cast e che dovette insistere molto per convincere quest’ultimo ad interpretare Ice e partecipare al film.

Chi scrive, non ha più visto Top Gun da moltissimi anni eppure il ricordo dell’aura che aveva accompagnato il film alla sua uscita è ancora vivido ed indissolubilmente associato con una colonna sonora e con una canzone in particolare – Take my breath away le cui prime note bastano a fare sorgere l’immagine del volto giovanissimo e sorridente di Tom Cruise con un paio di immancabili Rayban scuri sul naso. Top Gun che conobbe un enorme successo commerciale fu nominato per quattro oscar ma vinse solo uno quello della migliore canzone originale: Take my breath away, appunto firmata da Giorgio Moroder (musica) e da Tom Whitlock (testo) e interpretata dai Berlin.

Top Gun Maverick di Joseph Kosinski, è un’opera che vola sulle ali della nostalgia. Il film è stato proiettato ieri a Cannes- festeggiando la sua prima europea- in presenza dello stesso Tom Cruise, del regista e di una buona parte del cast: Miles Teller, Jon Hamm, Jennifer Connelly, Glen Powell e Jay Ellis, in un’atmosfera di giubilo e di entusiasmo generalizzato difficilmente immaginabile che ha fatto rintronare l’enorme sala del Grand Theatre Lumiere di applausi intensi e lunghissimi prima, dopo e molto spesso anche durante la proiezione. Alla fine della proiezione, preceduta da un montaggio rutilante di spezzoni di tutti i film dell’attore, organizzata dal festival di Cannes noche da una Palma d’oro per l’insieme della sua carriera, Ton Cruise, sempre molto controllato, non ha potuto nascondere la sua commozione.

Se Top Gun era un film fatto e pensato per un pubblico giovane, Top Gun Maverik è un film sulla maturità e sul tempo che passa e sul tempo che è passato per tutti quei giovani attori dell’epoca- Tom Cruise in primis- e che oggi, una trentina d’anni dopo, hanno attraversato tutta una vita insieme al loro pubblico di allora, cresciuto e maturato a sua volta. Lo sguardo chi guarda oggi, avendo visto e vissuto Top Gun da giovane, questa sequel non può non essere intriso di nostalgia e di un certo affetto per i personaggi-attori nel quali si identificava idealmente allora e si identifica anche oggi, portando il peso del tempo passato.

Difficile anche immaginare quale possa essere la risposta emotiva del pubblico giovane di oggi difronte a Top Gun Maverick che ha certamente tutti gli ingredienti di una ricetta di successo; una sceneggiatura ben scritta, un ritmo incalzante, del suspense, delle prodezze aeree supersoniche incredibili e girate dal vero senza troppa ingerenza di immagini digitali, un cast brillante, una colonna musicale travolgente e soprattutto molta emozione.

La sequel di Top Gun esisteva da anni come idea e come progetto; la storia della produzione stessa della pellicola e altrettanto avventurosa se non più avventurosa ancora del film stesso. Un primo tentativo viene intrapreso nel 2010 dalla Paramount, con Tony Scott alla regia che immagina una trama completante diversa in un mondo radicalmente trasformato dove i piloti sono ormai rimpiazzati da dei droni da combattimento e in cui il personaggio di Maverick-Tom Cruise diventa completamente secondario. Il suicidio di Tony Scott nel 2010 blocca il progetto. E soprattutto grazie all’interessamento di Tom Cruise stesso e di Val Kilmer che l’idea di fare questo film si rimette in moto nel 2017, con Joseph Kosinski alla regia e un gruppo di nuovi sceneggiatori che immaginano una storia plausibile che riprende il filo del racconto, pur con alcune variati, di Top Gun. Infine, mentre di fatto le riprese sono già sostanzialmente terminate nel 2020, la pandemia blocca di nuovo l’uscita in sala del film per quasi due anni.

In Top Gun Maverick ritroviamo il personaggio di Ton Cruise nel ruolo di istruttore di piloti questa volta della famosa scuola d’élite soprannominata Top Gun, dovrà istruire un nuovo gruppo di piloti per una missione- quasi- impossibile. Fra di loro si trova anche il giovane  Rooster, interpretato da Miles Teller, il figlio del suo defunto amico Nick ‘Goose’ Bradshaw.

Il film riprende e ripete lo schema della trama di Top Gun, senonché qui il perno della narrazione ruota intorno all’istruttore Maverick, mentre il gruppo dei giovani piloti forma in questa sceneggiatura un insieme molto più piatto ed omogeneo quasi caricaturale, nonostante qualche abbozzo di rivalità.  Le ombre e gli spettri dei personaggi del vecchio film aleggiano come una specie di carta velina che copre a tratti quelli del film odierno, Spesso evocato e l’amico del cuore di Maverick ‘Goose” Brandshaw, che il protagonista non può ricordare senza una punta di rimorso e di responsabilità nei confronti del figlio. Il montaggio riesuma ed integra una breve sequenza di Top Gun in cui vediamo la famiglia Bradshow al completo, mentre Goose suona e canta al pianoforte “Great Balls of Fire”. La scena si ripete in Top Gun Maverik ma questa volta e Rooster il figli che suona e canta questa stessa canzone in mezzo suoi colleghi. ùche attraverso gli aerei dagli -F-14 siamo ormai passarti ai F-18- la trasmissione da una generazione a quella seguente sembra avere luogo nel film proprio attraverso una transizione musicale. I primi due terzi del film rievocano una colonna sonora degli anni ottanta, creando un costante sensazione di anacronismo e un’atmosfera velatamente nostalgica, per passare ad un tipo di musica che potremmo definire contemporanea solo nella parte finale del film che si chiude con Hold my hand un brano scritto ad hoc ed interpretato da Lady Gaga.

Il tempo e passato per gli attori -eroi degli anni ottanta e per alcuni questo passaggio e stato meno clemente; la scena dell’incontro fra Maverick e Ice- Val Kilmer ci strappa il cuore. 

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